L'italia letta con la lente della stampa estera
Le Figaro intervista oggi Paolo Flores d'Arcais, direttore di Micromega, sulla situazione italiana all'indomani delle elezioni.
La lettura del direttore di Micromega dell'Italia al termine del ciclo di Berlusconi è molto preoccupata. "Cinque anni ulteriori di regime berlusconiano avrebbero rappresentato il colpo di grazia per l'Italia e l'avrebbero gettata in una situazione di stampo sudamericano" dichiara Flores d'Arcais, e continua "Il berlusconismo non ha, infatti, solo provocato una regressione autoritaria ma ha, anche, instaurato un populismo di tipo peronista fondato sulla potenza della televisione. Questa è la ragione per la quale , malgrado la vittoria della sinistra, l'Italia rimane un paese a rischio democratico e sociale. Il paese è sempre sull'orlo del precipizio scavato da Berlusconi".
Il direttore di Micromega identifica, quindi, le tre riforme necessarie per riportare l'Italia "nel sistema occidentale, occidentalizzare il funzionamento della sua democrazia".
La prima riforma suggerita da Flores d'Arcais è l'abolizione del monopolio di fatto sulla televisione commerciale, "una misura liberale che restituisca al mercato un territorio confiscato da un solo uomo. Sarà necessario trovare tre gruppi differenti in concorrenza che gestiscano le tre reti terrestri".
La seconda misura è la soppressione del legame tra partiti politici e televisione pubblica, seguendo il modello spagnolo o inglese, "tagliando il cordone ombelicale che lega il servizio pubblico alla partitocrazia".
La terza riforma necessaria secondo il direttore di Micromega prevede di seguire "il modello americano dove il falso in bilancio è punito molto duramente. L'Italia, che ha depenalizzato questo reato cinque anni fa, deve seguire questo esempio".
In conclusione Paolo Flores d'Arcais rassicura sul, secondo lui, falso problema delle divisioni ideologiche all'interno dell'Unione tra "Fausto Bertinotti e Francesco Rutelli. Bertinotti, ha solo più il nome di comunista, ma il suo partito è di un riformismo moderato come Jospin". Mentre il problema centrale del governo Prodi sarà "l'assenza di coraggio e di lucidità nel condurre in porto le riforme liberiste e liberali necessarie all'occidentalizzazione definitiva dell'Italia".
Pur non essendo un fan di Micromega e non condividendo la visione "drammatica" di Flores d'Arcais, mi sento comunque di appoggiare le tre riforme di cui sopra.
Sul paragone Bertinotti Jospin calo un velo pietoso.
Bè i nostri pseudo intellettuali quando sono intervistati da giornali esteri si "sbracano" alla grande.
Questo articolo di Le Figaro nè la dimostrazione....
alle 20:45
EmmeBi61
Un paio di commenti: Paolo Flores d'Arcais ieri l'ha fatta da protagonista scrivendo anche un'editoriale su El Pais. Le tre riforme da lui evidenziate sono fondamentali per non ritrovarsi tra x anni di nuovo con la stessa situazione, anche se si troveranno di fronte un muro. Non sono le uniche riforme, e auspicherei che non si faccia lo stesso errore del governo uscente di dedicare i primi mesi unicamente a leggi ad personam.