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Anche The Economist critica la Finanziaria

Sabato 7 Ottobre 2006, 20:23 in di

Economist Finanziaria"Un altro anno. Un'altra Finanziaria. Un.altro trucco" è il sommario dell'articolo apparso sull'ultimo numero di The Economist, "Fumo e specchi", a commento della legge Finanziaria presentata la scorsa settimana dal Governo Prodi.

"Coloro che auspicavano che il governo di centrosinistra di Romano Prodi avrebbe smesso il gioco delle tre carte della contabilità pubblica così caro al suo predecessore di centrodestra, Silvio Berlusconi, sarà rimasto deluso dalla sua prima Finanziaria", osserva il settimanale, "Non si basa (come in precedenza) su misure una tantum. Ma contiene un altro pericoloso stratagemma". The Economist si riferisce al provvedimento secondo il quale confluirà nelle casse dello Stato la metà del TFR dei lavoratori che non sceglieranno di destinare la liquidazione ai fondi pensione; lo stesso provvedimento che ha fatto dire oggi a Luca di Montezemolo "assistiamo ad una sorta di nazionalizzazione di una parte importante di risparmio che impone un carattere dirigistico all'agire economico".

Il problema per The Economist non è nell'idea in sè che, anzi, considera "difendibile poichè taglia un sussidio nascosto alle aziende sotto forma di finanziamento a basso costo" ma nella natura della sua contabilizzazione nel bilancio previsionale da parte del ministro dell'Economia, Tommaso Padoa Schioppa. "Non è perdonabile", continua l'articolo, "il fatto che la Finanziaria tratti questa cassa come entrate, e non come un debito che in futuro dovrà essere restituito. Le entrate previste da questo provvedimento (5,3 miliardi di Euro) rappresentano più di un terzo di quanto il Governo intenda tagliare il deficit".

"Non sono gli errori che ci si aspetterebbe da un ex-membro del consiglio della Banca Centrale Europea" chiosa The Economist, concedendo però le attenuanti del caso a Padoa Schioppa che "ha dovuto piegarsi fino a questo punto per conciliare le richieste dei partiti della sinistra radicale. La Finanziaria include un annacquato taglio del cuneo fiscale ma aumenta le tasse sui redditi e opera poche riduzioni della spesa pubblica. Vi è il rischio che l'effetto finale sia quello di frenare una crescita già ridotta".

In conclusione, il settimanale definisce il progetto di Finanziario "ottimistico" al punto da "chiedersi se Padoa Schioppa sarà in grado di tagliare il deficit nella misura prevista. Il trucco sul TFR potrebbe non essere riconosciuto da Bruxelles e il risultato dipende anche dalle misure per ridurre l'evasione fiscale che potrebbero non dare i risultati previsti (7 miliardi di Euro). Il pericolo maggiore è che il progetto inciampi al voto del Parlamento. Padoa Schioppa ha accontentato sindacati e sinistra, ma fatto infuriare i sempre più nervosi partiti di centro della coalizione, che temono, con l'aumento delle tasse, di perdere l'appoggio del ceto medio, particolarmente al Nord. Il governo ha ora una maggioranza al Senato di un solo seggio, ed è quindi fortemente vulnerabile alle pressioni di qualsiasi componente del suo largo spettro politico".

Visti da Lontano ha già parlato di Finanziaria nei post:
La Finanziaria della discordia
Padoa Schioppa illustra la Finanziaria alla stampa estera
La Finanziaria spegne Abertis-Autostrade
La svolta a sinistra di Prodi preoccupa il Wall Street Journal

Tags: Economia, Finanziaria, Padoa Schioppa, stampa estera, Italia

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