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L'Italia nelle copertine di TIME - 14 giugno 1976

Sabato 20 Gennaio 2007, 12:42 in Approfondimenti di

Time - 14 giugno 1976

Il 20 giugno 1976 sono in programma le elezioni politiche in Italia: il Partito Comunista italiano vi arriva sotto la segreteria di Enrico Berlinguer  succeduto 4 anni prima a Longo.  La sua segreteria, che durò fino alla morte durante un comizio elettorale nel 1984, è caratterizzata dal tentativo di collaborare con la DC nella prospettiva di realizzare riforme sociali ed economiche che considerava indispensabili e dalla convinzione della necessità di rappresentare un nuovo comunismo indipendente dall'Unione Sovietica. Berlinguer si presenta alle elezioni con l'ambizione di incassare i frutti dello strappo con il PCUS (il partito comunista sovietico) dell'inverno precedente. La efficiente amministrazione locale dei comunisti e i contatti con una parte del mondo cattolico culminati nel dialogo epistolare con il vescovo di Ivrea, Monsignor Bettazzi sono le altre freccie all'arco del PCI. 

Una settimana dopo l'uscita di questo numero di Time, il PCI ottenne da solo il 34,4% dei voti e 227 seggi alla Camera dei Deputati e il 33,8% dei suffragi con 116 seggi al Senato della Repubblica: la differenza rispetto ai voti ottenuti dalla DC era di pochi punti percentuali, molti di meno rispetto alle precedenti votazioni, avvicinando il PCI ad una quota di elettorato che poteva eventualmente ambire anche alla maggioranza relativa. Molti incominciarono perciò a ventilare un possibile "sorpasso".

"Don Enrico corre per la vittoria" è il titolo della cover story di Time che riprende, all'interno, la copertina che strilla "La minaccia rossa" rievocando i toni della battaglia elettorale del 1948. "Non solo gli italiani sono profondamente interessati per il risultato elettorale. Nelle capitali dell'Europa Occidentale, a Washington e a Mosca, politici e diplomatici stanna ansiosamente attendendo di sapere che cosa gli elettori decideranno. La ragione: il tema centrale della campagna, cruciale non solo per l'Italia ma per tutta l'Europa, è se l'enorme, ottimamente organizzato Partito Comunista, guidato da Enrico Berlinguer, salirà al potere dopo 30 anni di opposizione. Subito dopo la seconda guerra mondiale i comunisti italiani, guidati allora da Palmiro Togliatti, furonoi sconfitti. Ma oggi, un minaccia rossa incombe nuovamente sull'Italia, anche se si tratta di un partito comunista molto diverso".

Un partito che rientra nel nuovo concetto di Eurocomunismo, che anche il Time riconosce come una novità che potrebbe addirittura mettere in crisi l'Unione Sovietica dimostrando che "il solo mezzo con il quale in una democrazia un partito comunista può salire al potere è attraverso l'adesione agli ideali politici occidentali". Ma il seme del dubbio e del sospetto era troppo forte trent'anni fa, "non è dato sapere quali pressioni l'Unione Sovietica potrebbe esercitare e quali pressioni Berlinguer potrebbe subire dai suoi compagni di partito più allineati con la linea di Mosca".

Tags: Italia, Berlinguer, comunismo, TIME, stampa estera

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3 commenti
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30 Giu 2012
alle 18:36

Aliquis

Craxi è stato l' anticipatore di Berlusconi e della grande rovina civile, culturale e sociale nella quale siamo finiti. Se Berlinguer non fosse morto tutto questo non sarebbe successo. La morte di Enrico Berlinguer, nel 1984, mentre combatteva contro Craxi, è paragonabile alla morte di Lorenzo Il Magnifico nel 1492. Allora finì il quarantennio della pace e dell' equilibrio, nel quale era fiorito il Rinascimento, ed iniziarono le guerre, i saccheggi, la decadenza e il dominio straniero. Nel 1984 finì la Repubblica democratica e la sua Costituzione, nata dalla Resistenza, e prevalse
il malaffare, la corruzione, l' ingiustizia, la politica come priviliegio e ruberia, la distruzione dei partiti di massa e della democrazia.

 

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22 Apr 2008
alle 00:20

Simone

E' ora di far nascere un socialismo forte anche in Italia ,ci deve essere una fusione tra i post comunisti e i socialisti:lo sbaglio di Berlinguer è stato quello di non unire il pci ed il psi di De Martino,credo che al pci abbia fatto comodo stare all'opposizione per decenni,per fare un partito di critica e basta quando invece il psi,fino ai tempi di de martino (1976),aveva dovuto gettarsi nel tritacarne delle critiche,in quanto partito di governo che però si era preso delle responsabilità sulle spalle ,che non aveva fatto il pci: ai comunisti critico l'irresponsabilità e l'immaturità politico-governativa,dei socialisti critico la corruzzione forte del partito a partire dal 1976 in poi:Craxi ha fatto anche delle cose buone ed è stato di una meravigliosa autorevolezza in politica estera,avrebbe però dovuto accettare di essere condannato e fare pubbliche scuse,e sicuramente avrebbe salvato non la faccia ,ma la sua personale dignità,e questo lo avrebbero apprezzato in molti,e forse il psi oggi saebbe ancora in vita magai rinnovato e pulito dalla corruzzione dilagante che lo colpì dalla prima metà degli anni 80.Comunque la sinistra diverrà un alternativa al entro conservatore solamente quando i comunisti più moderati e i socialisti si rincontreranno per fondare un partito del socialismo responsabile e maturo : sia il pci che il psi hanno due storie gloriose non distruggiuamo la sinistra con questi partiti di "plastica" dove c'è dento tutto come il PD e il vergognoso PdL!Qunado i socialisti e i omunisti avranno accettato le proprie agioni e si sarnno sublimati in un incontro più alto allora la sinistra in Italia diverrà una forza di governo ed la tempo stesso pulita,i due partiti (ex pci ed ex psi) si correggeranno a vicenda sugli sbagli e così nascerà anhe in Italia un socialismo grande ed unitario come in tutti i paesi d'europa.Viva la sinistra Italiana abbasso Berlusconi  il dittatore dei giorni nostri.

Simone Turchi,ex ds,poi ps e poi sempre social-postcomunista!

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15 Feb 2007
alle 23:57

francesco Bruno

Berlinguer è stato un comunista.E come tutti i comunisti in Italia erano i guardiani degli americani, nostri principali alleati.Ricordo, con dolore quando, Bettino Craxi riuscì a raggiungere la Presidenza del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana.Il primo Socialista che ha raggiunto la prestigiosa carica Istituzionale.Insieme al Presidente della Reppubblica Sandro Pertini.La politica socialista è stata guidata dal segretario del partito Craxi.Certamente,portò scompiglio nella sinistra italiana.I Comunisti non potevono governare l'Italia perchè il padrone dei Comunisti era di Mosca.Che avevano ordini ben precisi di spiare tutto ciò che accadeva in Italia.L'inflazione con il governo Craxi si ridusse di molto,e i comunisti guidati da Berlinguer organizzarono uno sciopero nazionale contro il governo Craxi.La scala mobile fu abolita dal governo e l'Italia si riprese economicamente.Molte aziende ripresero fiato.Craxi è stato l'uomo che non aveva il cervello vincolato, nè dagli americani, nè dall'unione sovietica.Francesco Bruno


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