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Legge elettorale: il sistema spagnolo

Massimo Brignolo avatar Domenica 11 Marzo 2007, 00:09 in Approfondimenti di Massimo Brignolo

SpagnaContinua la rassegna di Visti da Lontano dei principali sistemi elettorali europei come fonte di approfondimento per seguire il dibattito che si sta accendendo nel nostro Paese in vista di una riforma della legge elettorale.

E' la volta del sistema spagnolo: un sistema mai troppo considerato in passato che sta acquistando una certa rilevanza nelle discussioni attuali.

Il Congreso si compone di 350 membri eletti a suffragio universale diretto sulla base di un sistema proporzionale a livello circoscrizionale: vi sono 52 circoscrizioni, tra le quali le enclavi di Ceuta e Melilla eleggono un rappresentante, mentre tutte le altre circoscrizioni eleggono da un minimo di due deputati ad un massimo di 35 seggi (Madrid). L'ampiezza media è di 7 seggi e quasi i tre quarti dei deputati sono eletti in circoscrizioni con meno di dieci seggi.  

Il sistema è proporzionale con lista bloccata (come in Italia gli elettori non possono modificare l'ordine delle preferenze) con un sistema di ripartizione dei seggi della circoscrizione basato non sul quoziente ma sul metodo d'Hondt, un metodo che paragonato ad altri metodi di ripartizione proporzionale, favorisce i grandi partiti, in particolare il più votato, a discapito dei piccoli, riducendo la frammentazione politica.

Esiste una soglia di sbarramento del 3% che di fatto è, nella grande maggioranza delle circoscrizioni, virtuale ed è utilizzata solo nelle grandi circoscrizioni come Madrid o Barcellona.  Il ridotto numero di seggi assegnati da una circoscrizione fa sì che, per circa un terzo di queste, abbiano possibilità di conseguire una rappresentanza parlamentare soltanto le liste che ottengano intorno al 20-30 per cento dei voti espressi nella circoscrizione; per altri due quinti delle circoscrizioni, la soglia elettorale per l'accesso al Congreso di fatto oscilla fra il 10 ed il 20 per cento dei voti espressi nello stesso ambito territoriale.

Il sistema elettorale spagnolo tende a produrre una drastica semplificazione del sistema dei partiti e un sensibile rafforzamento delle maggioranze parlamentari. E' di fatto il sistema elettorale proporzionale con i più rilevanti effetti maggioritari: tra i partiti con consenso uniforme sul territorio nazionale, vengono avvantaggiati i partiti maggiori mentre sono danneggiati i partiti più piccoli. Pochi sono invece i problemi per i partiti regionalisti, che risultano anzi in alcuni casi sovrarappresentati.

Nell'ultima settimana il sistema spagnolo è diventato il cavallo di battaglia dei Riformatori Liberali che a voce di Peppino Calderisi lo hanno proposto come il grimaldello contro l'antibipolarismo sostenuto da Casini. "Un sistema per aggregare le forze politiche omogenee, ridurre la frammentazione e il peso eccessivo delle estreme, evitando la ricostituzione di “quel partito di mezzo” che costituirebbe la negazione del bipolarismo" ha scritto Calderisi, "un sistema per dare al paese governabilità e stabilità, e sul quale potrebbero alla fine convergere le maggiori e più responsabili forze politiche del centrodestra e del centrosinistra".

Sono già stati pubblicate le schede relative al sistema francese e al sistema tedesco

Tags: Italia, politica, Legge elettorale, stampa estera

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2 commenti
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09 Gen 2014
alle 20:10

Alberto

Ho fatto questa ricerca perchè n televisone ho sentito parlare che il sstema spagnolo ha uno sbarramento al 20%. Ho pensato che era mpossibile leggendo il vostro testo ci ho capito qualcosa. Considero che potrebbe andare bene per l'Italia ma occorre prima ridurre il numero dei parlamentari e dimensionare le crcoscrzioni sul modello spagnolo:ciò m sembra troppo difficile , gli esperti possono trarre le co nclusioni.

Saluto alberto

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28 Nov 2007
alle 13:54

Francesco Pugliarello

Forse questo è il sistema migliore per il ns. Paese. Uunico neo è la mancanza delle preferenze, che però può essere inserito senza tema che venga smaturato tutto il sistema. Credo che con questo metodo, rielaborato all'Italiana, potrebbe recuparare al  PPL di Berlusconi anche il consenso di Fini e di Bossi.


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