L'italia letta con la lente della stampa estera
Dopo aver passato a fatica l'esame del Senato per il rifinanziamento delle missioni militari all'estero, Romano Prodi si è trovato immediatamente di fronte al veto sollevato dalla CEI in una sua nota che recita: ''La legalizzazione delle coppie di fatto è inaccettabile sul piano di principio, pericolosa sul piano sociale ed educativo e avrebbe effetti deleteri sulla famiglia'' e richiama i parlamentari cattolici "al dovere morale di esprimere chiaramente e pubblicamente il suo disaccordo e votare contro il progetto di legge''. E questa volta Romano Prodi deve indietreggiare e "rinunciare a creare i Pacs italiani" come titola il quotidiano francese Le Figaro.
"La Chiesa e le forze della destra" commenta il quotidiano francese, "hanno costretto il Senato a scartare il progetto di legge del Governo per legalizzare le coppie di fatto".
"Denunciando un testo deleterio per le famiglie e ricordando ai cattolici il loro dovere morale, la Chiesa ha largamente contribuito a questa presa di coscienza" che, comunque, aveva già portato Romano Prodi a non inserire il tema nelle 12 priorità che aveva elencato nel momento della crisi di governo del mese scorso.
Sul tema si è ora al punto di partenza, e "le alternative includono una dozzina di proposte di legge, tra le quali quella del senatore Alfredo Biondi, che vuole introdurre il contratto di solidarietà tra coppie che vivono in concubinato palese".
Il New York Times ("I vescovi danno un avvertimento ai parlamentari sui Dico") passa in rassegna le reazioni alla nota della CEI: "alcuni politici cattolici e centristi hannapprezzato la nota come cibo per il pensiero, ma il ministro degli Interni Giuliano Amato ha accusato i vescovi di cercare di indebolire il governo e ha dichiarato "E' qualcosa che avviene nelle società che critichiamo perchè islamizzate". Una senatrice di sinistra, Maria Luisa Boccia, ha dichiarato "questa interferenza continua della Chiesa nell'attività del parlamento è intollerabile. Qualke sarà il prossimo passo? La scomunica?"
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E questo sarebbe l'amore universale?
Io sono una peccatrice! Ebbene, sì, perchè la mia è una coppia che i cattolici cosiddetti osservanti vedono con occhio malevolo. Convivo con un uomo da due anni, che per quel che mi riguarda è un marito a tutti gli effetti. Con lui divido la vita, i problemi, i momenti belli e quelli brutti. Ci sosteniamo a vicenda, ci amiamo, ma questo fa di noi due peccatori.
Siamo eterosessuali, ma non per questo ci sentiamo al di sopra delle coppie gay. Anzi!
In tutto questo triste ciarlare dei cattolici ho sentito parlare di sacralità della famiglia, di legittimità solo per coniugi e non dello stesso sesso, ma non ho letto o sentito parlare di ciò che unisce due esseri umani. Non ho sentito parlare dell'amore, della purezza di un sentimento nobile che non va giudicato con due pesi e due misure.
L'amore è Dio, ed io non sono certo un collotorto, ma se l'Onnipotente fonda la sua dottrina d'insegnamento sulle facce d'appoggio dell'amore, chi da il diritto a qualcuno di proferire parola?
Io non credo proprio che la Chiesa abbia il diritto di giudicare, di condannare, di biasimare, martirizzare. Già lo ha fatto tanto nel passato, senza dovere seminare ancora oggi l'odio, fomentare il fanatismo. Si può essere gay e credere fermamente nella correttezza, nella vita, nell'amore, in Dio. Non è un hanicap!!!
Si può essere gay e crescere un altro essere umano. Essere gay non è una cosa di cui provare vergogna, non è un difetto.
Essere una coppia di fatto non significa amare meno, voltare le spalle a un credo.
Se siamo tutti uguali davanti agli occhi dell'Altissimo, perchè opporsi al suo volere?
Dopotutto, la Chiesa è fatta di uomini. Uomini come gli altri, anche se questo è un altro discorso...
Bisognerebbe ricordare ai parlamentari che hanno giurato sulla costituzione italiana non sulla bibbia, che sono li per rappresentare i cittadini italiani non la chiesa, che l'iatliaè un paese laico non cattolico.
e alla chiesa bisognerebbe ricordare che il trattato vieta interferenze della chiesa nella politica
magari rileggiamoci tutti cosa dice l'articolo 3 della NOSTRA costituzione che non fa mai male:
" Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali."
ma soprattutto continua così :
"È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese."
beh se il compito della repubblica è questo i nostri mastella\casini e compagnia bella sono anticostituzionali.
Ciao
alle 20:53
Kate
Massimo cita il New York Times "...qual'è il prossimo passo". Bhe di passi ne abbiamo fatti. Stufa e nauseata da tutta questa storiaccia italiaca, ho scritto questo articolo: "Coppie di fatto e legge Dico: diritti negati alle unioni civili o agli umani sentimenti?". E neppure io ho resistito ad alcune citazioni degli utlimi giorni: la CEI, il Papa e i più alti vertici della Curia. Un po di timore reverenziale in fondo lo percepisco, ma poi continuo a navigare e leggo che i pareri vicini ai nostri sono molti, tanti... per fortuna. A volte sul web capita di trovare tendenze e opinioni che non ci si aspetta... ma non sembra questo il caso.
Tiziana ci dice che Dio non è un handicap!!! Concordo. Sono cattolica, non una "inquisitrice". Quella dovrebbe essere acqua passata.
Tornando alla ... prossima mossa? Siamo passati da Ruini a Bagnasco, e dalle coppie di fatto (guai a nominare gli omosessuali), all'ipotesi di legittimazione (come conseguenza morale) dell'incesto e della PEDOFILIA !?!?!?!?!?!?!
Qui forse si esagera davvero un po troppo. Ci sono Paesi, anche più cattolici del nostro come la Spagna, per fare un esempio, dove simili argomentazioni sono bandite a favore di una reale crescita non delle coppie di fatto, ma di una società di fatto e non di parole spesso fuori luogo.
Ma parlare d'amore no? Solo diritti negati o acquisiti? Solo questioni etiche e morali? Ok, lo so, lo sappiamo, è banale, e quindi, devo concludere, NON è nemmeno il fondamento della famiglia e del matrimonio.