Le Monde di oggi dedica un servizio al business dei rifiuti in Campania, uno dei pilastri economici dell'impero della Camorra. "La miniera dei rifiuti della Camorra" è il titolo dell'articolo che prende lo spunto dalle recenti proteste per l'apertura della discarica di Lo Uttaro, località a sud di Caserta, sito chiuso nel 2001 e ora riaperto per combattere l'emergenza rifiuti.
"Senza voler parlare delle strade di Napoli, regolarmente invase dai rifiuti, tutto l'entroterra napoletano, da Salerno a Caserta, è una gigantesca discarica. L'ingresso di molte località avviene tra due ali di detriti. La campagna è punteggiata da discariche selvaggie dove si levano sospetti fili di fumo. In mezzo ai frutteti in fiore, ai margini delle zone abitate, persino intorno agli edifici storici, si assiste allo stesso spettacolo di sacchi dei rifiuti rotti, di frigoriferi fuori uso o di vecchi pneumatici".
Le Monde ricorda come siano "quattordici anni che la raccolta dei rifiuti è sotto amministrazione straordinaria nella regione di Napoli. Senza nessun risultato tangibile, fino a quando si scontra con la potente influenza della Camorra, che gestisce i rifiuti da decenni".
Sono trent'anni, secondo il quotidiano francese, che "i rifiuti sono il business della Camorra. La mafia napoletana gestisce centinaia di discariche clandestine. Mai rifiuti urbani non sono che la punta dell'iceberg di un mercato enorme. I dintorni di Caserta traboccano di rifiuti industriali, spesso tossici, che arrivano da tutta la Penisola e dall'estero. Le colline sventrate da centinaia di cave clandestine sfruttate dai clan servono a nascondere i rifiuti di origine dubbia".
Le tariffe imbattibili offerte dalla Camorra attirano numerosi industriali di tutta Europa mentre l'organizzazione si basa su "una catena di complicità nella regione che coinvolge avvocati, carabinieri, eletti nei consigli comunali".
L'articolo evidenzia come l'urgenza non sia solo di ordine pubblico ma abbia pesanti riflessi sulla salute: già nel 2004, la rivista inglese The Lancet aveva definito la zona tra Nola, Acerra e Marigliano, "il triangolo della morte" per gli effetti devastanti dello smaltimento illegale di rifiuti tossici come l'aumento del cancro alla laringe, alla vescica, al fegato e al colon. Il terreno presenta tassi di diossina superiori a quelli registrati a Seveso e un recente studio ha evidenziato come siano state "recensite più di mille discariche clandestine" e come "abitare in un raggio di un chilometro aumenti il fattore di rischio per tumori e malattie genetiche".
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1. Marco Montesano, Mercoledì 25 Aprile 2007 ore 18:57
i rifiuti tossici del nord di italia e d'europa sono nascosti anche sotto la discarica di lo uttaro.
anche per questo il no dei vari comitati campani a far "sparire le prove" dell'esistenza di un altro dei tanti terribili sversatoi illegali che appestano la campania.
invece di ascoltare queste denunce bertolaso rende un favore alla ecomafie seppellendo le prove di tale sversamento, senza prendere in cosiderazione le gravi conseguenze per l'agricoltura e la salute in tutta la zona.
in campania camorra e classe dirigente stanno distruggendo un ecosistema, stanno provocando un epidemia di tumori e stanno dando il colpo di grazia all'economia agricola e turistica (le uniche auspicabili in campania)
2. Virgilio Falco, Mercoledì 25 Aprile 2007 ore 20:56
Partecipate in tanti alla manifestazione di sabato 28 aprile dalla stazione di Caserta, dove si snoderà un corteo fino al Palazzo della prefettura contro lo Uttaro.
Partenza ore 09:30
3. Marco Montesano, Lunedì 30 Aprile 2007 ore 19:57
e alla manifestazione nazionale che si terrà a napoli
il 19 maggio a partire da piazza garibaldi
per chiedere chiarezza nella gestione dei rifiuti
la riduzione il riuso ed il ricicolo dei rifiuti
e soprattutto la bonifica delle aree inquinate
mettiamo i nostri politici di fronte alle loro responsabiltà.
4. felice iovino, Domenica 15 Luglio 2007 ore 15:26
a me fa incazzare molto questa gente che protesta.Quando vai a parlare di queste cose durante la campagna elettorale ti ridono in faccia e continuano a votare per la camorra. poi quando tentano di aprire una discarica a pochi metri da loro protesta. fa questo da decenni..... l'infiltrazione camorristica è al livello di cui parli e la lotta è impari: niente e nessuno può sconfiggerli perchè stato e antistato si sono raggruppati in un unico soggetto. migrare? forse, ma è come ammettere che hanno vinto.
5. Christian, Martedì 8 Gennaio 2008 ore 18:18
Migrare no, tirare fuori le palle sì.
Un pò di orgoglio????!!! No eh! Quello c'è solo per Maradona , per la pizza e per quel fallito di Gigi d'Alessio.
Fossimo stati in un paese serio avremmo assistito alla dimmissione dei "governanti" sia per mano dei cittadini che per loro iniziativa personale.
6. Max, Giovedì 10 Gennaio 2008 ore 07:00
Purtroppo è vero, l'antistato siamo noi, chi è senza peccato scagli il primo sacchetto. Una fetta consistente della borghesia, la classe di mezzo, prima è stata a guardare ma ora non vuol perdere la grande occasione e si è tuffata nell'affaire. Una volta bastavano Bot e borsa a far lievitare le rendite di questi signori. Adesso lo smaltimento dei rifiuti frutta come e più della droga. E i prestanome non si contano.
max