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New York Times: "Gli italiani il popolo meno felice d'Europa"

Giovedì 13 Dicembre 2007, 21:21 in Diario di

New York Times"In Italia regna un'aria di delusione" è il titolo di una corrispondenza da Roma che appare oggi in prima pagina del New York Times dedicata al malessere che affligge il nostro paese.

"Tutto il mondo ama l'Italia perchè è antica ma ancora alla moda. Perchè si mangia e si beve bene ma raramente ingrassa o si ubriaca. Perchè è il luogo in un'Europa iperregolata dove la gente discute ancora con perfetta lucidità il significato del rosso al semaforo. Ma in questi giorni, nonostante l'adorazione dall'esterno e le sue forze innate, l'Italia sembra non amarsi": è questo il punto di partenza dell'inchiesta firmata da Ian Fisher che riconosce il malessere nella "insicurezza collettiva, economica, politica e sociale, riassunta da un recente sondaggio: gli Italiani nonostante ritengano di dominare l'arte di vivere, ritengono di essere il popolo meno felice dell'Europa Occidentale.

Le cause di tutto ciò sono da ricercare, secondo l'inchiesta, in "debolezze antiche" come la politica che divide, una crescita non equilibrata, il crimine organizzato e un senso limitato di appartenenza". 

"Lo stile di vita italiano low-tech può affascinare i turisti ma l'uso di Internet è tra i più bassi in Europa come i salari, gli investimenti esteri e la crescita mentre pensioni, debito pubblico ed il costo dell'apparato statale sono tra i più alti. Le ultime statistiche mostrano una nazione più vecchia e più povera" osserva Ian Fisher.

Un lungo paragrafo dell'inchiesta viene dedicato a Beppe Grillo "divenuto negli ultimi mesi l'impersonificazione del cattivo umore italiano". I suoi "basta" al'indirizzo della classe politica dimostrano "il legame tra i problemi del sistema politico italiano e lo stato d'animo in continuo peggioramento".

E la crisi si vede anche, secondo New York Times, nella difficoltà di "vendere il concetto di Italia": se da un lato "l'Italia non sembra all'altezza della sua grandezza" in molti campi come il cinema, la televisione, le arti, le letteratura e la musica ancora rimangono "simboli di stile e prestigio come Ferrari, Ducati, Vespa, Armani, Gucci, Piano, Illy, Barolo".

In conclusione arriva il paragone con la Repubblica di Venezia: basata nella città più bella ma il cui dominio sui commerci con il Medio Oriente scomparve poco per volta per rimanere ora un'immagine eccezionale visitata da milioni di turisti. Se l'Italia non cambierà lo stesso destino gli potrebbe essere riservato: bloccata dalla grandezza passata, con gli anziani turisti come insicura fonte di sostentamento, la Florida d'Europa".

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3 commenti
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18 Dic 2007
alle 10:39

Massimo Brignolo

@sam: grazie per la costanza nel seguire l'evoluzione di questo blog

@Fabio: è capitata spesso in questi mesi di denunciare l'informazione ad orologeria della stampa italiana e il caso da te presentato ne è ancora una volta una dimostrazione

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17 Dic 2007
alle 17:19

Fabio

Quando e' stato, a Maggio forse, il NYT ha lanciato l'allarme inquinamento per Milano. Risultato? Derisione e superbia.

Un paio di mesi dopo anche gli organi ufficiali hanno dato ovviamente i medesimi risultati. Pero' nel silenzio.

Questa e' una replica, a che serve commentare? Chi non vuole capire ha diritto a non voler capire, io lo accetto. 

1
14 Dic 2007
alle 00:31

sam

Da tempo ti seguo, anche se finora non avevo mai commentato. Volevo complimentarmi con te, per questo tuo blog. E ringraziarti, va.

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