L'italia letta con la lente della stampa estera
The Observer, il domenicale del quotidiano inglese The Guardian, che non ha mai nascosto le sue antipatie nei confronti di Silvio Berlusconi è ritornato ieri all'attacco contro il Cavaliere "che cerca di uscire dalla tempesta dopo il suo consiglio alla precaria e recluta un fascista".
La battuta di cattivo gusto, perchè solo di questo si è trattato e non di un caso nazionale, "è un tipico incidente nel variopinto mondo di Berlusconi dove la sua abilità nel flirtare e nel creare situazioni di imbarazzo hanno ravvivato la politica italiana quando era Primo Ministro". 'And now he is back': "settantunenne propenso alle gaffe con la scorza di un dinosauro è già discusso per aver messo in lista un fascista mentre i suoi seguaci lodano il suo fascino".
Il passaggio era secondo The Observer inevitabile: "dopo una partenza fiacca la corsa tra il leader di centrosinistra Walter Veltroni e Berlusconi aveva bisogno di qualcosa di eccessivo da parte del due volte premier per avviarsi". E non è difficile per il quotidiano inglesi ricordarsi episodi simili come quando aveva suggerito a Wall Street di muoversi in Italia perchè le segretarie sono più carine o quando si era vantato delle sue doti da playboy con il primo ministro finlandese, Tarja Halonen.
L'analisi di queste prime settimane di campagna elettorale vede da una parte "il gentile Veltroni che gira il paese con il suo bus cercando di chiudere un divario di circa sette punti nei sondaggi" e dall'altra "Berlusconi che sta energicamente lavorando le folle nelle piazze vestito di una camicia scura e il suo distintivo doppio petto, cercando di dimostrare di essere in piena forma". Dopo aver promesso di condurre una campagna in stile britannico, il Cavaliere appena è stato "messo sulla difensiva" dal caso Ciarrapico "ha dimenticato le sue promesse "spingendo i suoi candidati a paragonare Veltroni a Stalin e definendo il suo avversario un imitatore di Barack Obama".