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Treviso, città multietnica feudo della Lega Nord

Sabato 1 Marzo 2008, 19:10 in Diario di

TrevisoUn anno fa, i quotidiani esteri denunciavano le derive razziste del nordest italiano che si mostravano con la punta dell'iceberg delle ronde organizzate dalla Lega Nord e delle dichiarazioni roboanti di personaggi come l'ex sindaco di Treviso, Giancarlo Gentilini, che affermava "di voler vestire gli extracomunitari con pelli di lepre per permettere ai cacciatori di allenarsi o di voler eliminare le panche in città per evitare agli immigrati di utilizzarle".

Un anno dopo, Le Monde va a Treviso e scopre un esempio di integrazione razziale: 78.000 stranieri regolarmente residenti nella provincia provenienti, prevalentemente da due aree geografiche, l'Africa e l'Est Europa.

A testimonianza della integrazione, il quotidiano francese cita la storia di Modou Diop, senegalese di 41 anni, a Treviso ormai da 16 anni. "La famiglia Diop", scrive Le Monde, "è rappresentativa di come l'immigrazione passata, venuta dal Maghreb e dall'Africa Occidentale, e quella più recente dai Balcani e dall'Europa Orientale siano riuscite ad integrarsi in un feudo della Lega Nord".

L'inchiesta riprende le parole di don Bruno Baratto, responsabile della Fondazione Caritas-Migrantes che smorza gli entusiasmi: "più che di integrazione si può parlare di inserimento, ancora limitato a relazioni di buon vicinato. L'integrazione, nel senso di relazioni paritarie è ancora un obiettivo lontano".

E' indubbio che le condizioni sono ottimali per una buona coabitazione: "la richiesta di manodopera è costante in una regione dove la disoccupazione resta sotto il 3% e lo stesso tessuto urbano favorisce la coabitazione sociale e razziale". Ma gli effetti della crisi economica italiana colpiscono ancora gli strati più deboli della popolazione tra cui gli immigrati: "la precarietà colpisce in primo luogo gli immigrati" ricorda Paolino Barbiero, segretario generale della CGIL.

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16 Mar 2008
alle 14:33

Isabella

Salvataggio del gabbiano sabato 8 marzo.
Io e il mio ragazzo passeggiavamo quando un gabbiano è stato investito sulla circonvallazione, vicino al ponte della gobba. Dopo pochi minuti un'auto della protezione animali è giunta e ha salvato il volatile, che fra l'al-
tro ostacolava il traffico trovandosi proprio in centro
corsia.
Complimenti vivissimi... in nessun altra città italiana sarebbe accaduto nulla di simile.

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