L'italia letta con la lente della stampa estera
Wall Street Journal Europe ha pubblicato oggi un editoriale molto critico nei confronti del nostro paese in merito ai provvedimenti contro l'immigrazione clandestina che stanno per essere presi, via decreto, dal Consiglio dei Ministri di domani.
"Il problema italiano degli immigrati" è il titolo dell'editoriale che, dopo aver illustrato la situazione e la posizione del nuovo governo si lancia in una critica feroce che parte dalla proposta del Ministro degli Esteri, Frattini di controllo delle impronte digitali dei cittadini dell'Unione Europea che non fanno parte della zona del Trattato di Schengen, "uno sforzo non troppo sottile di escludere i rumeni, il cui governo non può adottare il Trattato di Schengen fino al 2011".
"La selettività in merito a quali statuti dell'Unione un paese voglia rispettare, o con quali paesi voglia intrattenere rapporti amichevoli non è un'opzione prevista. L'Italia, che si considera uno dei maggiori contributori e dei maggiori beneficiari del progetto europeo deve fare attenzione", attacca il WSJ. "Mentre il rispetto della legge è uno dei doveri principali di un governo, non c'è ragione per la quale i fuorilegge stranieri debbano essere trattati più duramente dei locali".
"Fingere che un irrigidimento sugli immigrati", continua l'editoriale, "renda l'Italia più sicura dà ai cittadini un falso senso di cambiamento". Anche l'Unione Europea subisce la sua dose di critiche per la situazione anche se viene riconosciuta la coerenza nei principi: "l'Unione è spesso troppo lenta nell'implementazione delle libertà previste dal Trattato di Roma del 1957 ma raramente ha fatto dei passi indietro dopo aver operato sulla via della libera circolazione delle persone, dei servizi, dei beni e dei capitali".
Le frizioni politiche legate alla situazione italiana, conclude il WSJ, "sono un test per l'impegno dell'Unione Europea verso uno dei suoi principi fondanti. I ragazzi a Roma stanno proponendo di decidere che alcuni Europei sono più uguali degli altri. Una cosa che suona molto antieuropea".