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Su Lampedusa è battaglia tra le agenzie dell'ONU

Lunedì 26 Gennaio 2009, 21:16 in Diario di

Immigrati a Lampedusa"E' rivolta contro Maroni a Lampedusa. Domani è stato proclamato un nuovo sciopero generale contro la politica del governo. Sedici donne nordafricane hanno deciso lo sciopero della fame per evitare il rimpatrio dei loro cari mentre tra ventiquattro ore potrebbe essere deciso il rientro nella patria d'origine di 1.200 tunisini. Il consiglio comunale è pronto a denunciare il ministro dell'Interno, accusato di trattenere illegalmente gli extracomunitari nel Cpa": questo è quanto riporta oggi La Repubblica sulla bollente situazione di Lampedusa che sta scatenando roventi polemiche tra governo ed opposizione, tra autorità locali ed autorità centrali ma anche tra le organizzazioni delle Nazioni Unite.

Se la scorsa settimana, l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati   aveva espresso "crescente preoccupazione per la situazione umanitaria dei quasi 2000 migranti, fra i quali molti richiedenti asilo, ospitati nel Centro di primo soccorso ed accoglienza di Lampedusa in condizioni di estremo sovraffollamento" causato dalle nuove norme introdotte dal ministro dell'Interno Maroni, nel weekend da New York sono arrivate posizioni nettamente diverse anche se, come d'abitudine, stiamo cercandone la fonte avendone notizia solo attraverso le agenzie italiane.

Secondo il capo missione dell'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni a Roma, Peter Schatzer, "il centro di accoglienza di Lampedusa è un modello da seguire per le politiche sull'immigrazione". Queste dichiarazioni sono state registrate a margine di una conferenza sui flussi migratori globali nella quale è emerso come "l'Italia si collochi al quinto posto in Europa per numero di immigrati (2,5 milioni), preceduta da Germania (10,1), Francia (6,5), Gran Bretagna (5,4) e Spagna (4,8). Dal 2001 al 2005 l'Italia e la Spagna hanno registrato le crescite maggiori del numero di migranti, con un aumento rispettivamente del 54,1% (884 mila persone) e del 194,2% (3,1 milioni)".

"Ricordo la prima volta che visitai Lampedusa, c'erano tantissimi problemi da risolvere", ha detto Schatzer, "ma ora il entro può rappresentare un modello per altri paesi, come la Grecia".

Misteri della politica globale e delle organizzazioni sovranazionali.

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2 commenti
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27 Gen 2009
alle 13:26

Massimo Brignolo

Vi ringrazio della precisazione alla quale daremo adeguato spazio; da parte nostra ci siamo limitati a riprendere, non essendo in grado di accedere alla fonte come espresso nel post, quanto apparso nei lanci delle agenzie.

Grazie per l'attenzione e le precisazioni che aiutano a comprendere ancora una volta di più la gravità della situazione di Lampedusa

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27 Gen 2009
alle 13:04

Flavio Di Giacomo

Egregi signori,

scrivo per rettificare quanto da voi pubblicato sul vostro blog. Evidentemente avete travisato quanto detto dall'OIM su Lampedusa. Noi affermiamo che il Centro di Lampedusa ERA un modello di accoglienza - apprezzato a livello nazionale e internazionale. Questo nostro giudizio si riferisce alla situazione di qualche tempo fa. Quanto successo recentemente invece ci preoccupa profondamente. Tanto è vero che proprio ieri abbiamo inviato un Comunicato congiunto insieme a Croce Rossa e Save the Children per esprimere il nostro punto di vista sulla situazione nell'isola. Ve lo invio di seguito. Potete anche leggerlo su questo link: http://www.italy.iom.int/index.php?option=com_content&task=view&id=49&Itemid=26
Cordiali Saluti
FlaviO Di Giacomo

Ufficio Stampa OIM

LAMPEDUSA: le Organizzazioni che lavorano nel Centro esprimono forte preoccupazione per la situazione creatasi sull’isola


La Croce Rossa Italiana (CRI), l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM/IOM) e Save the Children, organizzazioni che operano all’interno del Centro di soccorso e prima accoglienza (CSPA) di Lampedusa, esprimono forte preoccupazione per quanto sta accadendo in questi giorni all’interno del Centro.

Le tre Organizzazioni, presenti a Lampedusa nell’ambito del progetto europeo Praesidium - realizzato in collaborazione con il Ministero dell’Interno -, sottolineano come il prolungato trattenimento dei migranti sul posto rischi di aggravare ulteriormente una situazione che, con l’uscita di centinaia di immigrati dal Centro,  ha ormai toccato livelli di gravità e di pericolo mai registrati fino ad oggi.


Il trattenimento dei migranti nel CSPA, senza alcun provvedimento autorizzativo o di convalida da parte dell’autorità giudiziaria, ha infatti raggiunto una durata ingiustificatamente prolungata, contrariamente alla natura stessa del centro, che è una struttura chiusa, realizzata per ospitare le persone sbarcate sull’isola solo per un breve lasso di tempo prima del loro trasferimento nei Centri presenti sul territorio italiano.

Come conseguenza gli standard di accoglienza, i servizi offerti e le condizioni igieniche all’interno della struttura ne sono risultati gravemente compromessi con conseguenti rischi per la salute e – come osservato sabato - per la sicurezza sia dei migranti ospiti sia del personale impegnato all’interno del centro.

Tale peggioramento degli standard di accoglienza, il crescente clima di tensione, nonché la limitazione di alcuni fondamentali diritti previsti dalla normativa nazionale e internazionale, continuano a preoccupare profondamente  le Organizzazioni, che - anche alla luce di quanto avvenuto nei giorni scorsi e nel timore che la situazione peggiori ulteriormente - richiedono di intervenire immediatamente per garantire sia i diritti dei migranti sia la sicurezza degli operatori presenti sul posto e della popolazione locale assicurando un rapido trasferimento degli ospiti presenti nel Centro verso le appropriate strutture di accoglienza del territorio.

Le quattro Organizzazioni presenti nel Centro (Croce Rossa, OIM, Save the Children e UNHCR) hanno espresso tali preoccupazioni in una nota inviata al Ministro Maroni, nella quale hanno anche sottolineato come il recente cambio di approccio nella gestione dei flussi migratori rischi di compromettere un  modello di intervento altamente apprezzato a livello nazionale e  internazionale.

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