L'italia letta con la lente della stampa estera
"Moriranno democristiani" titolava venerdì scorso Il Giornale riesumando un modo di dire consueto della generazione di chi scrive: e puntualmente, come dicevamo ieri, con metodi bulgari di successione per la quale al disastro Veltroni segue il vicedisastro (parole di Matteo Lenzi , candidato al Comune di Firenze per il PD) Franceschini.
E così come nota L'Humanitè, quotidiano socialista francese, ci si ritrova con "un democristiano leader di quel che resta del Partito Comunista Italiano": "uno sconvolgimento per gli ex-comunisti che già stavano vedendo negli ultimi tempi alla testa delle liste per le Amministrative rappresentanti della destra del Partito Democratico, così come avverrà a Bologna, fortezza rossa".
E, se Il Giornale scriveva "dopo aver fatto terra bruciata alla loro sinistra, gli ex comunisti si apprestano a concludere la loro parabola sotto le insegne dello scudocrociato", L'Humanitè è sulla stessa linea.
"Quest'episodio è l'ultimo di una lunga parabola del Partito Comunista Italiano che si è disintegrato nel 1991 per formare il Partito Democratico della Sinistra, d'ispirazione socialdemocratica, prima di fondersi con i resti della sinistra democristiana nel 2007 per fondare il Partito Democratico, una formazione che rifiuta di definirsi di sinistra".
Di fronte a Franceschini, "eletto da un'assemblea deserta con l'assenza di metà dei delegati", vi sono le Europee, una probabile "altra legnata" come vaticina Cacciari, e il congresso d'ottobre ma, per non sprecare tempo inutilmente una serie di nodi fondamentali da sciogliere. "Partito di massa o partito leggero? Famiglia socialista o liberale democratica in Europa? Quale laicità?".