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La terza rivoluzione industriale parte dalla Sicilia, Mafia permettendo

Mercoledì 18 Marzo 2009, 21:11 in Diario di

Jeremy Rifkin"La terza rivoluzione industriale dall'America di Obama alla Sicilia di Lombardo" è il titolo di una lectio magistralis alla quale ha partecipato Jeremy Rifkin, ecomista, attivo pacifista, fondatore e presidente della Foundation on Economic Trends (FOET) e presidente della Greenhouse Crisis Foundation, invitato dal presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo, per presentare il Piano energetico ambientale, già adottato dalla Sicilia, che si ispira ai principi del decentramento e dell'interattività delle risorse energetiche.

"Un guru statunitense, imprenditori e il governatore dell'isola si sono riuniti per lanciare la terza rivoluzione industriale" commenta il Financial Times che ha dedicato al progetto un articolo intitolato "Un progetto siciliano vuole salvare il mondo dalla rovina, Mafia permettendo".

Già, la Sicilia, "con la Mafia radicata e un profondo senso di fatalismo nella sua popolazione potrebbe sembrare un scelta singolare per un grande progetto".

Secondo Rifkin, il mondo si trova di fronte ad una crisi di tale portata che per uscirne bisogna creare un nuovo modello di sviluppo. Un modello per il quale "la Sicilia è una base ideale per due ragioni. Innanzitutto ha il Sole e tutti i produttori di tecnologie per l'energia solare vi guardano come ad un immenso mercato non sfruttato e poi c'è Lombardo, un presidente visionario che vede la terza rivoluzione industriale come un mezzo per sviluppare politicamente e industrialmente la sua regione".

D'altra parte, il Financial Times nota come anche "la Mafia stia volgendo verso il verde. Recentemente otto tra imprenditori e pubblici ufficiali sono stati arrestati per vicende relative al finanziamento di un impianto per l'energia eolica".

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23 Mar 2009
alle 01:58

piero

In un articolo “FLAUTOLENZE ECOLOGICHE” LEGGO:
L’economista e filosofo americano Jeremy Rifkin è recentemente ritornato su un argomento che sembra gli stia particolarmente a cuore: il surriscaldamento globale dovuto a sorgenti animali. Rifkin, che è stato spesso definito attivista professionista, dopo essersi distinto come pacifista, particolarmente attento ai crimini americani durante la guerra del Vietnam (i crimini commessi da altri non gli interessano per niente), è stato colto dal pallino dell’ecologia, non si sa bene in base a quali particolari conoscenze scientifiche in proposito. E’ riuscito a farsi passare come esperto di problemi energetici, tanto da farsi assumere come consulente per il settore da parte di Romano Prodi, all’epoca Presidente della Commissione Europea, ed attualmente svolge attività di consulenza al Ministero dell’ambiente (dipendente da Pecoraro Scanio, altro noto esperto di problemi ecologici) e presso la regione Puglia (governata da Nichi Vendola).
Ora, convinto della necessità di distinguersi dalla massa degli altri ecologisti d’accatto, che predicano un giorno sì e l’altro pure contro l’uso del petrolio, fonte principale dei gas serra che – a loro dire – porteranno la terra alla distruzione, ha pensato bene di dichiarare che i veri grandi produttori di gas serra non sono i mezzi di trasporto, ma i bovini. Secondo lui la quantità di gas serra prodotti dalle flatulenze dei bovini supera addirittura quella provocata dalla circolazione automobilistica mondiale. Non è ben chiaro in base a quali studi scientifici sperimentali sia giunto a questa sconvolgente conclusione, ma non è costume degli ecologisti militanti giustificare in modo serio e documentato le proprie affermazioni.
Da qui la sua proposta di eliminare nella misura del possibile il consumo di carne, convertendoci tutti al vegetarianesimo (Rifkin è evidentemente vegetariano). Ciò, secondo il filosofo ambientalista, permetterebbe di ridurre in maniera drastica il numero dei bovini inquinanti, e quindi migliorerebbe sensibilmente le condizioni climatiche. Naturalmente, al fine di dissuadere la gente dal consumare carne, suggerisce di istituire un’apposita tassa su quei consumi. Sembra proprio che gli ecologisti, tutti sfrenatamente di sinistra, non siano capaci di ragionare se non in termini di tasse.
A me sembra invece che le flatulenze più pericolose ed inquinanti sono quelle verbali prodotte da tanti ciarlatani ed apprendisti stregoni, il cui unico scopo è di suscitare allarmi nella popolazione e di lucrare generose consulenze, incarichi e quant’altro..

Nell’ambito di queste idiozie “ecologiste” credo sia da inserire :
“Ambientalisti. I figli non sono abbastanza ecologici”  
Si fa sterilizzare per non essere egoista nei confronti del pianeta
Toni Vernelli ha 35 anni, all’età di 27 dopo aver abortito chiese di essere sterilizzata con la convinzione di fare una scelta ecologica. “Avere un figlio è un atto di profondo egoismo, volto a mantenere la linea della propria eredità genetica a spese del pianeta”.

Siete perplessi? A tanto può arrivare la follia umana? 
Non sapete dei “Vegani”? A differenza dei “Marziani” i Vegani esistono sul serio, e promuovono l’amore per “GAIA” ovviamente sono la quinta essenza dell’estremismo ecologico.
Vegetariano = chi esclude dalla sua alimentazione tutta la carne, di mammiferi, volatili, pesci, crostacei e di ogni altra specie. Chi non mangia animali terresti ma si nutre di pesci NON è vegetariano.

Vegano = chi è vegan non consuma prodotti di origine animale: carne, pesce, latte e derivati (yogurt, formaggi, burro), uova, miele (che sono comunque fonte di sofferenza e morte per molti animali). Non usa prodotti di origine animale come pelle, pellicce, cosmetici ecc.

E io senza alcuna ipocrisia e preconcetto, rispetto queste scelte, ma siamo spesso al parossismo di relegare come “anormale” e “moralmente deprecabile” costumi e culture radicate e antiche.

Siamo arrivati a pensare di istituire una “tassa” per disincentivare il consumo di carne.
E questo è troppo, è inaccettabile!
Chiunque è libero di non mangiare un uovo, posto che io resti libero di mangiarmi un manzo.

Queste affermazioni, riguardo la messa al bando della carne, non sono suffragate da reali studi scientifici e pertanto sono solo demagogia, filosofia, utopia, ASTROLOGIA, sono tesi ampiamente e da varie fonti contestate.

Rifkin peraltro come “ECONOMISTA” propone l’idrogeno come carburante del futuro e a tal riguardo è chiarificatore quanto leggo in articoli scritti da chi di idrogeno, forse ci gonfia i palloncini:  Guardando poco indietro nel tempo vedo che:
 Il 10 aprile 2008, Il profeta americano della rivoluzione industriale "verde" Rifkin è a Roma per presentare un progetto della Regione con il ministero dell'Ambiente Nasce in Puglia l'Italia ad idrogeno

Con Rifkin per l'energia pulita di ANTONIO CIANCIULLO
 ROMA - "Questo è un grande momento per l'Italia: adesso l'obiettivo idrogeno è più vicino. Nascerà una rete di energia diffusa che alleggerisce il peso del trasporto, l'impatto inquinante e la bilancia commerciale. Si potrà viaggiare leggeri, con un carburante regalato dal sole e dal vento". Jeremy Rifkin, il profeta della rivoluzione industriale verde, è a Roma per presentare un progetto messo a punto in tre anni grazie ai 5 milioni di euro investiti dal ministero dell'Ambiente e dalla Regione Puglia e al contributo tecnico dell'Università dell'idrogeno.

L'Università dell'idrogeno: 6 febbraio 2009 "Finalmente si può partire"
ROMA - "Finalmente si può partire con le auto a idrogeno e a metano-idrogeno. Ora però l'Italia adotti subito una normativa che si uniformi a quella europea e la Puglia sia avanguardia per la rete dei distributori". Così il presidente dell'Università dell'Idrogeno H2U, Nicola Conenna, sul pacchetto di provvedimenti del governo sulla crisi dell'auto. "Ora e' tempo di agire e occorre accelerare la transizione a quella che Jeremy Rifkin definisce la Terza rivoluzione industriale".

Di ben diverso avviso, a motivato parere e con ben altre competenze specifiche il prof. Ugo Bardi dell'Università di Firenze, Presidente dell'AspoItalia, branca italiana dell'associazione internazionale che studia il picco petrolifero.
Confessioni di un idrogenista pentito
Quando cominciò l' "uragano Rifkin", nel 2002, mi trovavo a essere uno dei pochi in Italia che avevano veramente esperienza pratica sui concetti tecnici dell'economia basata sull'idrogeno. Mi invitavano alle conferenze a parlarne. Non sono il solo a pensarla così; ho conosciuto diverse persone che hanno dedicato anni di vita alle pile a combustibile e all'idrogeno ma che poi hanno abbandonato il campo, delusi. Siamo gli "idrogenisti pentiti", persone che hanno lavorato, e magari anche creduto, nella promessa dell'idrogeno ma che poi si sono resi conto che - se magari non la possiamo proprio definire una bufala - è una cosa talmente difficile e lontana nel tempo che non ha nessuna rilevanza per la soluzione dei problemi attuali.
Ci sono moltissimi problemi con il concetto di "economia basata sull'idrogeno" ma uno dei principali è la conversione dell'idrogeno in energia utile - ovvero energia elettrica. Farlo con un motore termico è possibile, ma l'efficienza è terribilmente bassa. Quindi il concetto ruota molto intorno alla possibilità di usare pile a combustibile che promettono efficienze molto maggiori. Ma le cose non sono facili.
Le PEM hanno ancora bisogno di platino e una PEM dell'ultima generazione richiede qualcosa come 1000 dollari al kW di solo platino; una vettura a pile a combustibile dovrebbe contenere platino per un costo superiore alla vettura stessa! Non c'è abbastanza platino su questo pianeta per costruire pile PEM in numero sufficiente a rimpiazzare gli attuali veicoli su strada e a realizzare l'idea dell' "economia basata sull'idrogeno". Era una cosa che sapevamo già nel 1980 e che non è molto cambiata da allora.
Uno degli ultimi "nuovi sviluppi" è stato, indovinate un po', usare leghe di platino! Proprio la cosa che facevo io.
Magari queste leghe funzioneranno meglio delle nostre, magari questi qui (di Brookhaven) sono più bravi di come eravamo noi al Lawrence Berkeley Lab; chi lo sa? Si riuscirà mai a produrre una pila a combustibile che usa poco (o per niente) platino e che si vende a un prezzo ragionevole? Non è impossibile, ma sembra molto difficile. Sono ormai più di trent'anni che si parla di pile a combustibile "moderne" ma ancora ci sono soltanto prototipi.
Se ce ne sono in vendita o sono giocattoli dimostrativi oppure sono a prezzi tali che li possono comprare solo istituti di ricerca.

A quanto avete letto, io aggiungo che sarebbe bello poter avere energia, con una presa di corrente  direttamente dal tronco di una pianta, ma così non è, e il “SONNO” italiano spero sia terminato.

Leggo con estremo piacere a tal riguardo: Il premier Silvio Berlusconi e il presidente francese Nicolas Sarkozy hanno firmato l’accordo intergovernativo sul nucleare che vedrà Italia e la Francia sempre più vicine nella produzione di energia dall’atomo.

Se poi troviamo la pianta con la “spina” incorporata, tanto meglio, ma ora è necessario l’atomo.
E’ indispensabile non dipendere esclusivamente dal petrolio, e dai capricci dei gasdotti.
Il resto è solo pura demagogia, intrallazzi e consulenze.

Non meno importante è muoversi per tempo, viste le difficoltà italiane.
I girotondi, le sovrintendenze al paesaggio, i milioni di comitati “CONTRO” A TUTTO “SEMPRE”.

Comitati,  fondamentalmente di “SINISTRA” opportunistici e ipocriti, si dimenticano di chiarire che la bomba di Hiroshima ha rilasciato nell‘atmosfera 4,5 tonnellate di sostanze radioattive, mentre l‘esplosione del reattore di Cernobyl ne ha rilasciate circa 50 di tonnellate.

Per ridurre i costi, l'impianto era stato costruito con un contenimento parziale, che escludeva la sommità del reattore e questo ha consentito la dispersione dei contaminanti radioattivi nell'atmosfera.
Una caratteristica di questo reattore è quella di avere un coefficiente di vuoto positivo, cioè, con l'aumentare delle quantità di vapore presente nel refrigerante, la reazione a catena, anziché diminuire, aumenta.
Tale caratteristica E’ VIETATA NEI REATTORI OCCIDENTALI PER MOTIVI DI SICUREZZA.

Il “GOVERNO SOVIETICO” inizialmente cercò di tenere nascosta la notizia di un grave incidente nucleare. Impiegarono diversi giorni per rendersi conto della gravità del fatto ma nonostante la situazione risultasse da subito disperata un velo di omertà si stese sull'URSS.
Le misure di sicurezza adottate immediatamente dopo il verificarsi dell'esplosione coinvolsero migliaia di vigili del fuoco e militari accorsi immediatamente sul luogo del disastro. Benché la situazione apparve nell'immediato critica, la città di Pripyat non venne evacuata .

Criminali assassini, vigliacchi che in silenzio per giorni non hanno comunicato il disastro, aggravandolo ulteriormente, mandando a morte certa le squadre con il comando di spegnere un incendio causato da un corto circuito?
Le loro squadre di soccorso non furono informate della tossicità dei fumi e del materiale caduto dopo l'esplosione nell'area circostante.
Uccisero deliberatamente, avvelenandoci,  senza scrupoli, della loro malsana,”IDEOLOGIA COMUNISTA”  prima che delle loro radiazioni.

QUESTO è STATO IL “ COMUNISMO”,  questo è il loro attuale pressappochismo, la superficialità, il loro rispetto per la vita umana e per l’ambiente. La loro incapacità di esistere se non provocando disastri. Di schiacciare popolazioni, di fare girotondi con squilibrati mentali, con LE ASSOCIAZIONI CHE NON SCAVANO POZZI PER L’ACQUA IN SOMALIA,MA CHE CI ESORTANO A CONSUMARNE MENO QUA, DOVE PETROLIO CERTO NON VI E’ MA DI ACQUA CERTO NON NE MANCA.

Ma tornando alla nostra, ben più modesta follia dell’IDROGENO VERDE” è da chiarire che
al mondo non esistono giacimenti di idrogeno, a parte qualche traccia mescolata assieme agli idrocarburi, quindi deve essere prodotto partendo dalle fonti primarie come il metano, la idrossidazione del carbone o dalla energia elettrica, quest'ultima utilizzata per dissociare l'acqua con l’elettrolisi.

Il bilancio energetico, in tutti i casi è negativo, ovvero si consuma molta più energia primaria di quanta poi viene resa disponibile all'utilizzo finale.
Anche il bilancio complessivo di emissioni di CO2 non è convincente poiché l’adozione dell’idrogeno aumenta complessivamente le emissioni del gas serra, anche se in luoghi diversi da quelli del consumo diretto.

Perché la ottima e nobile energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili, dovrebbe attivare un processo chimico, quello dell'idrogeno, che alla fine ci lascia con circa un quarto della energia inizialmente investita, questo é uno spreco incompatibile con il concetto del risparmio energetico.

Ma perfettamente compatibile con la mentalità dei nostri ESPERTI GOVERNANTI, E DEI LORO PROFUMATAMENTE PAGATI qualificati CONSULENTI.

L'energia elettrica e la forma più evoluta di energia, la più flessibile, la più facilmente trasportabile, la piú pulita e non di meno la più sicura.

Ed è bene ricordare che l’idrogeno è altamente infiammabile, ed esplosivo. Ricordate la tragedia del Hindenburg  che è stato il più grande oggetto volante mai costruito.
L'Hindenburg era stato pensato per essere riempito con elio, ma un embargo militare statunitense su questa sostanza, costrinse i tedeschi ad utilizzare l'altamente infiammabile idrogeno. Conoscendo i rischi che l'idrogeno comportava, gli ingegneri impiegarono diverse misure di sicurezza per evitare che l'idrogeno causasse incendi in caso di perdite, ma tutti sappiamo che  finì in tragedia.
La fiducia del pubblico nelle aeronavi venne mandata completamente in frantumi.
L'evento segnò la fine dell'epoca del trasporto passeggeri sui dirigibili.

Ma a bruciare in un solo minuto fù l’idrogeno e di 245 m di lunghezza  rimase solo cenere.

La storia si ripete?
L’ITALIA intera e le sue risorse in fumo dietro l’idrogeno?

Rifkin ha convinto la commissione europea con i contenuti del suo libro sull'economia dell'idrogeno, molti funzionari e politici ci hanno creduto avallando lo stanziamento di molti, forse troppi soldi per esperimenti improbabili, dalla Panda a idrogeno alla BMW a idrogeno, le cucine a idrogeno, celle a combustibile al platino ecc. negando fondi ad altre iniziative promettenti di produzione energetica e non di consumo e dissipazione.

Rifkin dopo un periodo di silenzio ha recentemente cambiato parzialmente la propria versione, sostenendo che l'idrogeno ha un senso solo se prodotto da fonti rinnovabili e non dal carbone, adottando il concetto di “idrogeno verde”.

Dimenticandoci di dire che l'energia da idrogeno in tutti i casi, costerá sempre almeno quattro volte rispetto ad altre soluzioni. E che la stessa energia è difficilmente utilizzabile, per problemi di trasporto e di conversione. In sintesi, costa ottenerlo, è rischioso utilizzarlo peraltro impossibile su larga scala se non si trovano sostituti al platino.

Ora in Puglia 5milioni di euro a cosa servono?
La rete di distribuzione per quali e quante macchine?

Povera Italia, sempre peggio, sempre più volatile idrogeno, che sembra aleggiare nelle scatole craniche di chi ci governa, di chi ci affossa con il pressappochismo, con l'ignoranza, di destra, di sinistra.
Ipocriti stolti, incompetenti a decidere su quali strade intraprendere, valutando solo, il proprio tornaconto, e appoggiando solo quanto fà tendenza e moda.

Non riesco ad esprimere quanta tristezza, per i soldi e le risorse sprecate dietro le inutili reti di distribuzione di’”idrogeno” visto che ancora oggi al di là di sterili idiozie, non si vede la possibilità di utilizzare per la massa del parco veicoli circolante tale combustibile. Precisando che l’idrogeno in questo caso di definisce vettore e non come ce lo spacciano combustibile.

Tristezza amplificata dalla la notizia che in Parlamento sia necessario imporre un sistema di voto con impronta digitale per impedire che alcuni Deputati e Senatori si comportino in modo illecito, immorale ed illegale durante le operazioni di voto.

Questo ulteriore delirio è costato (da quanto leggo) allo Stato 550.000 euro e ad oggi
(5 Marzo 2009) mancano all’appello 109 parlamentari che non hanno ancora fatto rilevare le proprie impronte, mentre 19 parlamentari si dichiarano obiettori.

Ma non sarebbe stato più semplice una telecamera e una multa di 30'000 euro (pari ad una loro mensilità? Fra benefit e integrazioni varie.) per l’accertata e incontestabile infrazione, più una semplice condanna a rendere pubblico in prima pagina di  un giornale a tiratura nazionale, il nome del colpevole?
Così che i cittadini se ne possano ricordare alle successive elezioni punendo, il deprecabile singolo e il “partito” di appartenenza!

Cari pensionati, cari cittadini, scrivete ai vostri Parlamentari, ai vostri Senatori, scrivete singolarmente, 58.462.375 ( TANTI ERAVAMO AL 2004) di lettere e ricordate loro, che sono Vostri Rappresentanti, e devono comportarsi non da criminali! Devono essere di esempio, integerrimi o a casa!
O ancora meglio a raccogliere pomodori, visto che per la pastorizia serve comunque una interazione con gli animali, che per molti viste le capacità cognitive, è troppo pretendere.


ROMA: PRIMO AUTOBUS A  IDROGENO
Durante la presentazione del bus, il Ministro dell'ambiente Altero Matteoli: "Credo molto nell'idrogeno perché rappresenta il futuro e produce un inquinamento pari allo zero. Bisogna trovare altre risorse per investire nella ricerca e più investiamo prima possiamo avere a disposizione le auto ad idrogeno" (fonte Adnkronos 25 febbraio 2005).

Vedo Matteoli, nato nel 1940 ancora oggi sulla breccia, (diplomato in ragioneria), attualmente ministro  al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Ma è stato anche Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio, quindi mi auguro che gradirà questa mia particolareggiata missiva.

Scrivo anche a lui, scrivo per informare, per denunciare queste clamorose bufale, truffe, ipocrisie.
Caro Ministro Matteoli  diplomato in ragioneria:
 Le auto forse un giorno andranno con le “flatulenze”nostre o delle mucche!

MA A MENO DI RIVOLUZIONARIE SCOPERTE, sicuro, non potranno mai con l’idrogeno di Rifkin.
Infatti  mediamente l’uomo rilascia mediamente dai 0,5 a 1,5 litri di gas al giorno suddivisi in 11-25 flatulenze circa. Una flatulenza è composta principalmente da gas inodori come l'azoto, l'ossigeno, il metano e anche l’IDROGENO!

.siamo alle puzze? "io forse speriamo che me la cavo".. scriveva un bimbo a Napoli
   Per quanto vedo, verranno per voi tutti giorni tristi, io spero di esser lontano.
                PIERO

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