blogo, informazione indipendente
Logo Blogosfere

The Economist: Sergio Marchionne superstar

Lunedì 27 Aprile 2009, 14:01 in Diario di

Sergio Marchionne"Un giocatore di poker alla riscossa" è il titolo che appare nella versione web del profilo di Sergio Marchionne sulle pagine dell'ultimo numero di The Economist.

"Alla massima velocità" è il titolo della pagina nella sezione Business che analizza le mosse di Marchionne sulla strada dell'affare Fiat - Chrysler: "è vero che il poker industriale con alte poste" è a lui familiare, sottolinea il settimanale, "ma anche per i suoi standard i prossimi giorni saranno un notevole banco di prova per i suoi nervi e la sua resistenza". 

L'affare può avere successo ma molte cose possono ancora andare male e bloccarlo: a partire dai pareri non richiesti dei Commissari dell'Unione Europea o dalla chiusura dei sindacati soprattutto canadesi, i creditori di Chrysler "che si stanno chiedendo quanto perderanno dei miliardi di dollari imprestati" all'azienda americana. L'impresa del suo risanamento sembra quasi disperata ma, The Economist è molto positivo sul ruolo di Sergio Marchionne, quasi lo ritenesse l'unico con qualche possbilità di successo.

Può farlo perchè "lo ha già fatto" con Fiat e le ricette saranno le stesse: "franchezza brutale e la capacità di procedere come un bulldozer travolgendo politiche aziendali e tagliando gerarchie non efficienti mentre si procede". D'altra parte le prime due diligence hanno mostrato ai vertici di Torino come la struttura di Chrysler sia "sovradimensionata e tronfia" e, paradossalmente, la riduzione della quota iniziale di partecipazione di Fiat in Chrysler "metterebbero l'azienda torinese", nella fattispecie Sergio Marchionne, "ancora più saldamente nelle posizioni di comando".

Rimane la domanda sulle ragioni per le quali Marchionne sfidi la fortuna in cerca di "un improbabile secondo miracolo": di sicuro la possibilità di dare all'azienda quelle dimensioni necessarie a sopravvivere in futuro ma anche la sensazione di adrenalina in corpo e di "eccitazione" che è presente "nell'essere cacciatore invece che preda".

2
2 commenti
2
01 Mag 2009
alle 02:33

italiano fiero

sono orgoglioso di essere italiano!! Tante volte ho difeso il mio Paese dai comunisti esterofili e adesso come italiano mi godo il trionfo di un'industria italiana tanto disprezzata da quegli stessi americani che adesso pateticamente chiedono aiuto per non fallire!! w l'Italia !! w gli italiani orgogliosi!! Abbasso i soliti disfattisti!!

1
27 Apr 2009
alle 16:09

Jean-André Francia

Articolo giusto.  Ma non è vero che il grande è successo.  Guardiamo pure la GM, più di 9 millioni di macchine all'anno !! Ma come è finita sta impresa ?

Ricordatevi,  in Europa, dicevano che il mercato automobile aveva troppi costruttori.  A parte il fallimento inglese Rover... tutti sono ancora vivi !  Dunque,  la ricerca e gli investimenti permetterano a gli più piccoli in numeri di vivere.   L'altro signore miracolo  Ghosn (Brasiliano francese) dopo il successo con Nissan,  è sotto acqua con Renault.  Non la fa... a essere a volta in Giappone e in Francia.    La Peugeot ha cambiato il suo vecchio AD e non ha le rissorce ne la voluntà perchè la famiglia come tutti gli francesi non hanno i palli per investire all'estero.   Dunque, mi pare che le vendite dei stabilimenti GM o Chrysler potrebbe essere comprati a prezzo stracciati direttamente da Fiat.  L'idea sarebbe di mettere sti stabilimenti per produrre macchine per gli importatori sul mercato norde americano.  Socie anche la Bertone per il design. Primo cliente sarebbe la Fiat stesso.

Mi pare che gli dealers Chrysler, più di 3000 oggi, potrebbe vendere  modelli Fiat o Alfa Romeo se fallisce la trattativa Fiat Chrysler. 290 hanno chiuso fino adesso...

Capitolo 2, la Opel.  Come  fornitori di motori diesel, mi pare che la Fiat ha priorità per comprare questa ditta.  Sopratutto che al contrario di Ghosn (signore Miracolo in declino...) Marchione è stato l'unico a non chiudere un stabilimenti in Italia e in più ha riapperto Cordoba in Argentina.  In conclusione, si fida il governo tedeschi, Marchione è l'uomo miracolo che potrà salvare la Opel.    Dicono che la Opel producce gli stessi modeli che la Fiat. ?

Buggie.. nel gruppo W c'è la Fox, Polo, Ibiza, Fabia e podarsi una futura A2.  5 modelli minimo in questo segmento di mercato.

In Fiat Opel,  ci sarebbe,  Grande Punto,  Mito,  la nuova Ypsilon (per lasciare spazio alla nuova Y10) e la Corsa.  4 modelli !

Stesso discorso per gli altri segmenti di mercato.  In più, l'Insignia è un buon successo 85000 dalla sua uscità.

Conclusione, gli auto saloni, Opel e Fiat, potranno su mercati esteri,  avere per Opel, il marco Alfa Romeo o Lancia. Per Fiat, prendere il pannelo Opel.

Condividere i piannali A, B, C d'origina Fiat e D origina Opel. Produre le Opel segmento A, B, C, in Italia per i numeri venduti sul mercato italiano.  Stessa cosà per le Fiat A, B e C.  

Lascia il tuo commento

Accedi con Facebook Esci da Facebook

Attendere la pubblicazione del commento

Seguici

Iscriviti ai nostri feed rss. Leggi in tempo reale tutti i post pubblicati dal blogger!

Post in evidenza su Blogosfere