L'italia letta con la lente della stampa estera
Perchè il rapporto di Freedom House sulla libertà di stampa è passata quasi inosservata si chiede Articolo 21. Se da un lato è vero che la stampa tradizionale presa dalla febbre suina e dai destini della coppia Veronica - Silvio ha dimenticato di informare, dall'altro è vero che molti sono stati gli interventi nella blogosfera.
L'Italia come Tonga e peggio di Cile, Benin, Mali, Polonia e Slovenia: è questo lo scenario che emerge dal consueto annuale rapporto sulla libertà di stampa pubblicato da Freedom House.
Il rapporto evidenzia una criticità globale nella libertà di stampa con aree di particolare preoccupazione in Asia Orientale, nell'ex Unione Sovietica, in Medio Oriente e nell'Africa del Nord, mentre in senso più generale l'Africa e l'Asia meridionale stanno progredendo. Su 195 paesi coperti dal rapporto, 70 sono giudicati Liberi, 61 parzialmente liberi e 64 Non Liberi.
La novità di quest'anno, la brutta notizia è che l'Italia, come nel 2004, è stata declassata ed ora rientra tra i paesi solo parzialmente liberi come accade anche per Israele. Le ragioni sono illustrate nel comunicato stampa che ha accompagnato la pubblicazione.
"L'Italia è scivolata indietro a causa dell'aumento nell'uso della Magistratura e della legislazione per limitare la libertà di stampa e nelle intimidazioni fisiche e illegali da parte del crimine organizzato e dei gruppi di estrema destra. Il ritorno al potere del magnate dei media, Silvio Berlusconi, ha risvegliato le preoccupazioni in merito alla concentrazione sotto un unico leader delle reti di Stato e delle reti private".
Forse è più importante parlare di Veronica e Silvio e dare alla vicenda valenze politiche. Sicuramente è più facile.