Marchionne alla conquista di Opel: visionario o illuso?
Pubblicato da Massimo Brignolo alle 20:49 in Diario
"Sergio Marchionne è un visionario o un illuso". Inizia così un editoriale dedicato oggi dal Financial Times alla nuova impresa nella quale si è gettato l'Amministratore Delegato di Fiat che "fresco da una svolta durata cinque anni del gruppo automobilistico italiano una volta deriso, ora vuole costruire uno dei più grandi gruppi del mondo nel mezzo di una delle peggiori crisi di sempre".
"Se si vuole fare qualcosa di nuovo, si deve sempre fare una grande scommessa" ha detto nel weekend Marchionne all'inviato del Financial Times; e la sua scommessa è "una nuova azienda che costruisca ogni cosa dalle Jeep 4x4 alle piccole Fiat 500 passando per Opel e Saab". Un mostro, sono parole di Marchionne, da sei milioni di autovetture prodotte all'anno, alla pari con Volkswagen e secondo solo a Toyota.
Il Financial Times è cauto e fa osservare come la storia non sia dalla parte dell'Amministratore Delegato di Fiat. "Fusioni internazionali nell'industria automobilistica hanno una storia di perdite e di reputazioni rovinate, mentre le acquisizioni europee di aziende automobilistiche statunitensi sono andate anche peggio" e proprio Chrysler è stata il teatro dei due maggiori disastri. E' vero che i tempi sono diversi: altri hanno pagato a peso d'oro in momenti di boom, mentre Marchionne "sta cercando di costruire il nuovo gruppo durante una crisi che ha messo i maggiori produttori in vendita per poco o nulla" e "un coinvolgimento dello stato nell'industria che non ha precedenti" costituisce un'opportunità (come è stato con Chrysler) e un rischio (come si presenta Opel) per Fiat.In Mr Marchionne's telling, the deal's industrial logic hinges on plans to merge the small and midsize car operations of Fiat and GM.
Tutta la logica dell'affare risiede nella possibilità di ottimizzare i costi di Fiat e Opel ma il governo tedesco è preoccupato dalla possibilità che vengano chiuse delle fabbriche in Germania, "un paese dove questo non è mai avvenuto dal 1945". Marchionne deve spiegare come farà a mantenere la tradizione sebbene "almeno la costruzione dei motori delle due aziende sarà riunita". E poi verranno gli ostacoli dell'antitrust, possibili offerte concorrenti e ostilità da vari campi, non solo in Germania
Tag: Automobili, Chrysler, Fiat, Financial Times, Marchionne, Opel







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